Ritorno in Val Pesarina: storia di un giovane che ama la sua terra e i suoi frutti (i fagioli))

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La nostra montagna è ricca di storie di ritorni, soprattutto negli ultimi tempi, quasi a significare un’inversione di tendenza rispetto a quello spopolamento di cui tanto si parla. Ci sono, infatti, persone, spesso giovani, che magari in silenzio scelgono di lasciare la pianura o la città per tornare a vivere in montagna, facendovi anche impresa. E’ la storia di Federico Giorgessi che abbiamo avuto il piacere di conoscere in una freddissima mattinata di Gennaio nella sua Avausa, piccola borgata della splendida Val Pesarina. 

La Val Pesarina, una delle 8 vallate della Carnia è conosciuta dai visitatori per le sue eccellenze: gli orologi e i fagioli.

LA PASSIONE DI FEDERICO PER LA TERRA E I SUOI FRUTTI

Gennaio 2021. La giornata è davvero gelida: anche la Val Pesarina si prepara all’inverno. In giro non c’è anima viva. Federico ci accoglie con l’entusiasmo di chi in quel silenzio e in quella bellezza si sente a casa. Una vita trascorsa in giro per il mondo, lavorando per diverse aziende nel settore dell’edilizia, poi alcuni anni fa la decisione di fare nuovamente i bagagli per tornare nella sua terra in Carnia e provare a portare avanti un progetto proprio.

Decide di provare a ripristinare una delle coltivazioni più tipiche della vallata, quella dei fagioli (fasois, in carnico).

Del resto la valle è il regno di numerose varietà: ne sono state censite almeno 160, e la catalogazione grazie all’interesse messo in campo dal dipartimento agrario dell’Università di Udine. Gli studi di Federico inizialmente lo hanno portato a fare altre scelte rispetto all’agricoltura, anche se il pensiero fisso di una vita in montagna non l’ha mai abbandonato.

La produzione di fagioli della vallata vanta delle specialità molto antiche, adatte a diversi utilizzi e ricchissime dal punto di vista organolettico

Così ha mollato tutto riprendendosi la serenità che gli mancava, e diventando un piccolo imprenditore della sua azienda agricola biologica.

Oggi dispone di un ampio appezzamento di terra, presidiato da due simpaticissimi asinelli. “Mi rilassano.” Ci confessa. La terra per Federico è un argomento sensibile: “Ce ne vorrebbe di più, ma a questo riguardo non c’è una politica che favorisca e incoraggi l’imprenditorialità agricola in montagna.” Un messaggio che, nel nostro piccolo, vogliamo riportare alle istituzioni, affinchè sostengano con azioni concrete gli agricoltori e quanti intraprendono percorsi di valorizzazione del territorio.

I campi di Federico riposano sotto una spessa coltre di neve

BIODIVERSITA’ E RECUPERO DI ANTICHE SEMENTI

Il fagiolo è stato per secoli il simbolo dell’agricoltura montana; del resto era quasi l’unica fonte proteica, accessibile, in quanto a basso costo  e facilmente trasportabile. Basti pensare che agli inizi del ‘900 nella montagna friulana si producevano ben 1200 tonnellate di fagioli secchi, dei quali circa 650 in Carnia. Al giorno d’oggi si stima che la produzione non superi le 4 tonnellate. Tuttavia esiste un grande ritorno al recupero di alcune sementi, patrimonio di una comunità e di un territorio.

Quando accenniamo alla biodiversità, vediamo illuminarsi gli occhi di Federico perché la fatica del suo lavoro porta con sé l’orgoglio nel contribuire a conservare l’identità della sua vallata che è anche fatta di fasois e di valori della terra. E’ il senso di appartenenza al luogo dell’anima, dove ci sono le radici, la storia, gli affetti.

Federico coltiva principalmente una decina di varietà autoctone: “Sono quelle ereditate dai vecchi del paese, spesso tramandate da più generazioni”. Ci accompagna nel suo fienile, uno splendido esempio di architettura rurale dei primi del ‘900, dove conserva parte della produzione stagionale.

Il colpo d’occhio è davvero uno spettacolo da vedere…e, ne siamo certe, da gustare. I fagioli hanno caratteristiche e colori diversi l’uno dall’altro.

Rappresentano delle “piccole opere d’arte” della natura, ciascuno col proprio nome e le proprie caratteristiche: oltre ai Borlotti di Pesariis, i Borlottini, i Fasolas, i Cesarins, i Dal Voglit, i Plombin (Fumui), i Militons, i Da Musuta i tricolore di Cavazzo.

Dietro ad ogni sacchetto si cela un lavoro lungo e meticoloso; la semina avviene a primavera avanzata, per evitare le gelate improvvise che rovinerebbero tutto, mentre la raccolta inizia ad agosto e prosegue per tutto l’autunno. “La raccolta è uno dei momenti più belli, ripaga della fatica. Un lavoro paziente, lento con un paesaggio a farci compagnia che girando per tutto il mondo non ho mai trovato così autentico e capace di trasmettere calma e serenità.”

Gran parte della produzione viene sottoposta ad essiccazione naturale, rigorosamente sulla pianta. Una buona scorta viene costituisce la semenza per l’anno successivo, mentre il resto della produzione viene commercializzata direttamente.

La produzione viene essicata naturalmente sulla pianta

E i risultati non sono mai mancati: vendere questo tesoro della Val Pesarina non richiede molte attività di marketing. La qualità, il gusto e le proprietà nutrizionali sono note da tempo agli appassionati del genere e, anzi, Federico ci confessa che i ristoranti attenti a selezionare materie prime a km 0 e biologiche prenotano le quantità di anno in anno.

I metodi di coltivazione di Federico sono rigorosamente naturali, senza impiego di nessun elemento chimico e con lavorazioni che spesso non hanno alternative alla manualità : “I nostri fagioli sono rampicanti e possono raggiungere i 2/3 metri di altezza, cosa che ci obbliga ad utilizzare i tutori di legno; e poi c’è la sgusciatura che continuo a fare a mano”.

Il fienile di Federico, splendido esempio di architettura rurale tipica della vallata

Scorci invernali dall’interno del fienile

I PROGETTI FUTURI: L’IDEA DI UN TURISMO CHE VALORIZZI PRODOTTO E TERRITORIO

Il turismo, lo sappiamo da tempo, sta cambiando la sua fisionomia. Un processo che l’attuale pandemia accelererà sicuramente favorendo, una volta usciti dall’emergenza, tutte quelle formule di accoglienza che privilegiano un’ospitalità attiva, fortemente integrata al territorio, alla sua cultura e, soprattutto, alla sua comunità. Per questo Federico, con la sua giovane azienda agricola biologica, sta pensando a creare degli alloggi per ospitare quelle persone che, oggi sempre di più, vogliono dialogare con i luoghi: è così il progetto guarda lontano con lungimiranza.

Vorrei convertire degli stavoli di proprietà in soluzioni per l’accoglienza di turisti che magari oltre al territorio, vogliono conoscerne anche attività produttive, tradizioni, luoghi e tipicità.”

Un progetto ambizioso, non facile nel contesto attuale e spesso non incoraggiato dalle istituzioni e dalla burocrazia.

Gli stavoli di Orias in Val Pesarina: tipiche abitazioni un tempo utilizzate nei periodi di transito delle mandrie dal fondovalle alle casere in quota

L’augurio che rivolgiamo a Federico e a tutti i giovani che con entusiasmo e tenacia intraprendono progetti di valorizzazione di territori “marginali” è quello di non mollare, nonostante le difficoltà, soprattutto di questi tempi. La Val Pesarina è un mondo a sé: viene spesso definita la Valle del Tempo, per la sua vocazione tecnologica che con la Solari, azienda con 300 anni di storia e leader nella produzione industriale di orologi con 3000 impianti installati nel mondo, oggi interpreta quella capacità di sapersi muovere in territori a volte sconosciuti, mantenendo saldo il legame con la propria comunità.

E se i prodotti sono la sintesi dei valori di un territorio, allora anche Arlois e Fasois – orologi e fagioli – possono e devono diventare il tramite per raggiungere quel pubblico che visitando un territorio desidera entrare in una storia e, forse, in quella cultura del fare, concreta, mai ripetibile e, soprattutto non standardizzabile.

Un pensiero prezioso, che vale la pena di conoscere e tutelare, conservare e far fiorire in ogni contesto. E in ogni tempo. Buona fortuna Federico.

VOLETE ACQUISTARE I FASOIS DI FEDERICO? ECCO I CONTATTI

Per quanti volessero apprezzare la qualità e il gusto della produzione di Federico, lasciamo di seguito i suoi contatti. E’ sufficiente una telefonata: 335 5816780.

Cominciare una rivoluzione è facile, è il portarla avanti che è molto difficile. N. Mandela

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