La Signora delle giacche in lana cotta: i capolavori della De Antoni Carnia

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In Tirolo sostengono che la lana, faccia bene al corpo e alla mente, e la scienza lo conferma: la lana, in particolare quella di pecora, contiene un’alta quantità di lanolina, una sostanza dalle grandi proprietà curative, con un effetto rilassante e ricostruttivo. Non so se sia stata questa magia ad aver incantato Mariateresa De Antoni, la regina delle giacche in lana cotta in Carnia, sin dalla giovanissima età. Sta di fatto che oggi a Comeglians, un delizioso paese nel cuore della Val Degano, Mariateresa guida uno dei pochissimi laboratori in Italia di tessitura e confezione di articoli in lana cotta, lavorata dal filato alla cottura fino alla confezione, seguendo tempi e metodi tradizionali, cari alla cultura tessile montana, che ripone nelle proprietà della lana, la fiducia per la proverbiale resilienza quotidiana di questi luoghi.

Vista sul Povolaro, graziosa frazione di Comeglians – Carnia –

LE ORIGINI DELLA LANA COTTA: UMILI ALL’INIZIO, ARISTOCRATICHE IN SEGUITO

Contro la rigidità del clima di montagna, la lana di pecora è stata per secoli il miglior alleato di contadini e pastori di tutti i territori alpini.

Grazie ad un piccolo segreto chiamato follatura, bagnate, riscaldate, insaponate e battute, le fibre di lana infeltriscono e si compattano 

fino quasi a dimezzare il proprio volume, dando vita a panni robusti, caldi, traspiranti, impermeabili e silenziosi come il feltro, la lana cotta e il loden. Economica e di facile reperibilità, la lana così trattata era l’ideale per ricavare abiti e copricapi da lavoro, generalmente nel grigio della lana non tinta: un abbigliamento di sicura praticità, ma privo di fascino per i più agiati ceti cittadini. A cambiare le sorti della lana cotta fu un testimonial d’eccezione, l’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria: come insegnatogli dall’arciduca Giovanni d’Asburgo-Lorena, durante le sue frequenti battute di caccia, l’imperatore amava indossare una tenuta ispirata al costume dei cacciatori della regione tra Salisburgo, Alta Austria e Stiria. Da quel momento il loden fu definitivamente sdoganato divenendo tessuto prezioso e pregiato.

LE GIACCHE IN LANA COTTA DE ANTONI: UNA PASSIONE ANTICA

Sono passati anni e mode dai tempi dell’imperatore Francesco Giuseppe, eppure il fascino della lana è rimasto inalterato, un fascino che se combinato con una visita del piccolo laboratorio di tessitura in montagna rende l’esperienza davvero indimenticabile.

Mariateresa è una donna e un’imprenditrice di grandissimo carattere e tenacia: lo si percepisce entrando nel suo maglificio, un’originalissima residenza liberty molto ben conservata.

E’ in questa casa che tutto ha inizio, tra queste montagne, regno di una natura ancora incontaminata, dove l’artigianato, prima che un lavoro è uno stile di vita, e l’uomo e la natura vivono ancora in armonia.

Oggi a gestire l’attività è rimasta solo lei, 76 anni di grinta ed energia: “Questa è la mia vita”.

Anche se suo padre Luigi e sua madre Ines avevano immaginato ben altro per lei. Famiglia illustre della regione,  i De Antoni erano proprietari di una segheria a Villa Santina, e avevano in gestione due centraline idroelettriche e alcune malghe. Tuttavia a Maria Teresa  fu imposto inizialmente un destino diverso: prima venne mandata a studiare ragioneria, poi dopo il diploma a lavorare come venditrice per una casa editrice, e solo dopo qualche anno entra nell’azienda di famiglia, in ufficio. Anche se non era tagliata per stare ferma “Così uscivo nel piazzale a dirigere camionisti e personale”. Continuando comunque a coltivare quella passione che sentiva sua fin da piccola: lavorare a maglia, ricamare, cucire. 

Poi l’idea. Perché non provare a usare quel pentolone che in famiglia si utilizzava per lavare le lenzuola con la lisciva? «Così ho cominciato a fare la lana cotta». Da autodidatta.

E mi spiega che le fibre della lana, acquistata dai migliori produttori fiorentini, si espandono grazie al calore e allo sbattimento della stoffa. «Un po’ come nella centrifuga della lavatrice». Poi c’è il passaggio in acqua fredda che fissa il tutto. «Le fibre si compattano dando alla lana cotta la sua tipica consistenza». E per asciugare a processo ultimato basta stendere al sole, naturalmente.

Ma come ti ispiri quando disegni i tuoi capi? Schietta mi risponde: “Aspetto che mi vengano i cinque…”. Minuti, s’intende.

E così comincia a disegnare e a realizzare gilet, giacche, mantelle, cappotti, gonne, tappeti, coperte. I modelli se li inventa, non ha mai amato il taglio classico delle giacche tirolesi tipiche della tradizione austriaca. Mariateresa quel taglio classico lo ridisegna con la sua fantasia, sperimentando, sempre.

In effetti, questo slancio innovativo lo si respira semplicemente attraversando le tante stanze espositive del suo laboratorio, un salotto accogliente e raffinato, tappezzato di capi e articoli di ogni genere e tipo: un luogo da cui traspira la grande dedizione di Mariateresa per la qualità della pura lana nelle sue sfumature di colore, melange di filati pregiati e di grande esperienza di trasformazione.

LA LANA COTTA: CALDA, IMPERMEABILE, ECOLOGICA E…UNICA

La lana cotta ha delle proprietà davvero incredibili. E’ antimacchia, lavabile, calda e non si sciupa mai.

Ma quello che mi colpisce osservando le centinaia di manufatti presenti nel laboratorio è l’assoluta unicità: mai una stoffa uguale all’altra, anche la consistenza cambia a seconda dei tempi di cottura della lana, pur rimanendo sempre morbida al tatto e alla vista.

Il marchio della De Antoni Carnia, un simbolo di famiglia

Ma soprattutto i dettagli sono l’inconfondibile marchio di Mariateresa: decori realizzati con pittura direttamente sulla lana, inserti, ricami, asole, l’attaccatura dei bottoni, passamaneria in velluto: tutto eseguito con estrema cura, rigorosamente a mano. E anche il marchio è una firma d’autore inconfondibile: quelle tre X racchiuse tra due bastoncini rappresentano il simbolo utilizzato dall’azienda di famiglia per riconoscere i tronchi provenienti dai boschi di proprietà. Mariateresa ci ha aggiunto accanto il suo cognome, De Antoni, e la sua terra, Carnia.

LE GIACCHE IN LANA COTTA: CAPOLAVORI AMMIRATI ANCHE DA MISSONI

«Sono veloce a realizzare le idee. Così mi resta tempo per far altro. Come leggere, una delle mille passioni che ha sempre coltivato.”

Così Mariateresa ci svela l’origine degli splendidi manicotti in lana cotta, ideati proprio per poter scaldare le braccia durante i momenti di lettura invernali.

Per non parlare delle ghette, protagoniste di una piccola, quanto significativa rivoluzione modaiola di epoca vittoriana che le ha portate alla ribalta al pari delle calzature e che Mariateresa ha rieditato derivandone caldissime calze da indossare sopra pantaloni o scarpe durante le giornate invernali più fredde. Così oggi la produzione della De Antoni Carnia spazia dalle classiche “Walkjanker”, le giacche tirolesi per uomo e donna, ampliandosi in lungo e in largo fra berretti, sciarpe, mantelle e stole, continuando con cappotti e montgomery, fino a realizzare delle deliziose versioni in lana cotta dei tradizionali scarpets carnici.

Le idee non mancano di certo a Mariateresa, l’instancabile Signora della lana cotta: una vita dedicata a creare e inventare, con tenacia, resistenza. E stile, tanto stile.

Tanto da guadagnarsi persino i complimenti dei Missoni che visti casualmente i suoi primi capi artigianali le mandarono una cordiale lettera di congratulazioni con l’augurio di una proficua e longeva continuazione di attività.

Nel nostro piccolo, invece, ci siamo davvero divertite ad indossare e fotografare le sue creazioni, passeggiando per i borghi delle frazioni di Comeglians: Povolaro, Maranzanis, Tualis…gioielli di verde e silenzio, oasi di lentezza e armonia con la natura. Luoghi magnetici, apparentemente ostili, dai quali, per diversi motivi, la vita è migrata altrove, lasciando case, chiese, palazzi come gusci senza chiocciola. Con il loro carico di romanticismo.

Come la storia di De Antoni Carnia, e della sua artefice: una storia che ha origini nella tradizione ma che intuizione e passione hanno trasformato in una realtà e in una visione estremamente contemporanee. Sartorialità, personalizzazione, utilizzo di materiali naturali e abilità inventive, legame con il territorio. In una parola, Eccellenza. Ci auguriamo possa tramandarsi, per non disperdere la conoscenza di un’arte antica in grado di generare creatività e nuove invenzioni, dando vitalità a luoghi e comunità.

Grazie Mariateresa.

“In lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni.” Luis Sepulveda

CONTATTI

Di seguito vi riportiamo i contatti del laboratorio di Mariateresa a Comeglians: una visita e una chiacchierata con lei sono, di per sè, una bellissima esperienza! Via Roma, 41/G, 33023 Ravascletto UD Telefono: 0433/60451
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